Diadema Rotto
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Raccogliendo il diadema, percepisci gli echi di un lontano ricordo... "L'angelo trasale al mio avvicinarsi. Il bracciale a forma di lucchetto che porta al polso tintinna discreto quando tocca gli altri tre. La sua veste di seta, uno dei miei doni, fruscia sommessamente. Una spilla lavorata brilla, seminascosta tra le sue splendide ciocche bianche. 'Bevi con me, mia cara. Ti porto del vino direttamente dall'Elysium.' Le porgo una coppa, ma lei si volta dall'altra parte. Non mi offendo e mi delizio nel guardarla. Ammiro la sua bellezza immacolata. Tanto più che, come un orafo meticoloso, l'ho esaltata adornandola con i più bei vestiti e i gioielli più preziosi. 'Non c'è nulla che ti obblighi a comportarti così,' mormora. Per timore di rovinare la sublimità della sua immagine, accarezzo dolcemente i suoi capelli. Mi rendo improvvisamente conto che ancora non conosco il suo nome. 'Usignolo mio, così ti chiamerò. Rallegri il mio palazzo, ma i tuoi canti sono ripetitivi. Come possono esserlo i cinguetii di tutti gli uccelli. Tale è la tua natura.' Alza il mento, il suo sguardo si posa su di me. I suoi occhi sono così belli. È molto raro che li sollevi per guardarmi così, direttamente. 'Non ho bisogno dei tuoi doni, Nahyndri!' Si toglie il diadema dalla testa e lo getta via. Il metallo prezioso si piega, i diamanti si spargono sul pavimento. ìAscoltami, ti prego! Riesco a percepire la bontà della tua anima, so che puoi elevarci sopra l'Abisso. Puoi essere migliore.' La sua voce è così dolce. Sorrido. Sono felice."